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Tano da morire (1997)

Il film è ispirato ad una storia vera, l'omicidio di Tano Guarrasi, macellaio alla Vucciria di Palermo per copertura, ma importante esponente della mafia; all'inizio del film si assiste al suo omicidio e si ripercorrono le tappe che hanno portato il personaggio nella mafia, la sua affiliazione ma anche i rapporti con la famiglia. La storia viene rappresentata da Roberta Torre con uso di frequenti flashback e con toni grotteschi, numeri musicali comici[3], in cui Tano viene accolto nella "famiglia" con un ballo stile La febbre del sabato sera (accompagnato dalla canzone Simme 'a mafia) e i familiari piangono la sua morte a tempo di rap ('O rap 'e Tano, appunto)[4]. Alcune scene sono girate nei luoghi reali, piazze e strade del mercato della Vucciria, altre sono ricostruite negli studi di posa dei Cantieri Culturali alla Zisa, dallo scenografo Fabrizio Lupo che in collaborazione con il direttore della fotografia Daniele Ciprì ricostruisce le atmosfere di un teatrino di quartiere, con la piazza del mercato con le sue tende lampade e bancarelle del pesce, la bottega del "Carnezziere" così viene chiamato il macellaio a Palermo...

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